lunedì 28 dicembre 2009

dalla colonia (15) - un "bel" regalo di natale

O meglio, di qualche incivile di passaggio che l'ha abbandonata.
L'abbiamo trovata il 26 dicembre, spaventatissima in cima ad uno degli alberi del famigerato giardino (quello a destra, sotto la scritta).

T. le ha dato da mangiare in una ciotolina, tenendola sospesa tra i rami, dove la micia s'era rifugiata e non voleva affatto scendere, anche perché a terra c'erano Giada, Briciolo e gli altri pronti ad attaccarla.






























Quando T. è passata di nuovo verso l'ora di pranzo, non l'ha più vista.
Ma ieri la piccola meraviglia s'è ripresentata.














Pensiamo abbia meno di un anno, è socievole e si fa accarezzare, T. l'ha presa in braccio più volte, il che ci da ragionevole (ed incazzata) certezza che sia stata abbandonata.




















Siamo molto in pensiero per lei, perché non è abituata alla strada, né ha avuto modo di fare il pelo invernale (anche se il pelo è bello), inoltre alcune delle gatte la scacciano continuamente.














Non ci voleva anche questa :-(










































L'abbiamo chiamata Trilly, speriamo che il nome da fatina le porti fortuna.
Inoltre abbiamo il fondato sospetto che Giada stia per andare in calore

e forse anche Elena














che ha pensato bene di marcare vistosamente il territorio, spruzzando urina come fosse un maschio (nella foto con Casper a destra)














E per finire, Camelia aveva un occhio un po' sporco, se dovesse star male sarebbe difficile riuscire a curarla visto che la sua presenza non è costante e che quando ci avviciniamo, scappa via con salti imprevedibili.
Qualche giorno fa invocavo un qualunque miglioramento.
Forse, a questo punto, è meglio tacere.

4 commenti:

Kaishe ha detto...

Buonasera...
Leggo sempre e ogni volta mi si stringe il cuore.
Nel mio quartiere c'è qualche animale (bipede) che semina veleno per i gatti randagi.
La settimana appena strascorsa eravamo preoccupatissimi per Greys.
Per oltre 7 giorni non ha mangiato e aveva la lingua pensooni, la bava alla bocca e il musetto tutto nero.
Essendo una selvatica (nonostante da due anni abbia la pappa pronta nel mio giardino e una casetta tutta per lei e gli eventuali micetti) non abbiamo potuto far altro che controllare lei e il piccoletto della nidiata di questa stagione (erano in 3 ma 2 sono stati accasati, mentre dei 4 dello scorso anno 2 sono spariti, una vive ancora con lei e dunque è nostra ospite e 1 sono riuscita a prenderlo io arrivando a quota 5... purtroppo ora 4).
Ieri il giro...
Il nasino le si è schiarito e mangia.
Ovviamente le riserviamo pappe succulente e sostanziose e già oggi è evidentemente migliorata.
Amando le bestiole siamo destinate anche a grandi sofferenze!
Auguri a voi per qualunque cosa desideriate!!!
Kaishe

sononera ha detto...

Adoro quella gatta...ha il musetto triste di una micia di casa abbandonata ...passare di qui mi fa spezzare il cuore ogni volta..ma ti abbraccio e ti ammiro per quello che stai facendo...a presto.!

miciapallina ha detto...

Ecco, è la terza volta che cerco di postare un commento.
Ma non demordo!
Se trovassi il modo di fare arrivare Trilli alla gatteria.... la adotteremmo subito.

ziamaina ha detto...

Kayshe: se a te si stringe il cuore a leggere, pensa come sto io ogni volta che vado là e si aggiunge un problema.
Non riuscirò mai ad accettare questo assurdo squilibrio, che da una parte ci siano sconfinati pezzi di merda che non si vergognano di fare volontariamente del male a creature innocenti e dall'altra le "disgraziate" come noi che invece, mai abbastanza tranquille per aver fatto tutto il possibile (e anche di più) per quelle povere bestiole, ci perdono il sonno e la serenità (la mia era già persa anche prima) quando la triste e schifosa realtà ci costringe a tornare con i piedi per terra. E le aspirazioni sotto terra.
Grazie per il tuo augurio, come dico sempre, ne abbiamo davvero bisogno.
Sononera: grazie per l'ammirazione, come ho detto a Kaishe, il mio cuore si spezza praticamente ogni giorno; certe volte mi chiedo chi me lo faccia fare. E la risposta è: la mia identità.
Per cui, niente: si va avanti, con il cuore pieno di cerotti, gli occhi che non fanno in tempo ad asciugarsi e lo stomaco pieno di rabbia.
Sperando sempre che, prima o poi, torni un raggio di sole, a scaldare loro e noi.
Miciapallina: questo è l'ennesimo motivo per cui maledico il fatto che tu sia così lontana da me.
O io lontana da te.
Ché poi è la stessa cosa.