lunedì 19 aprile 2010

dalla colonia (27): un momento per nascere ed uno per morire

Martedì 13: le mamme presenti sono ancora tutte panciute.
Mercoledì 14
: Elena



e Felix




hanno partorito.
Sono entrambe in ottimo stato, siamo commosse dall'evento e mentre si coccolano e confortano a vicenda tra loro,




le accarezziamo e salutiamo, cerchiamo di dar loro tutto ciò che pensiamo sia loro necessario.


Ovviamente non sappiamo né dove, né come stiano i cuccioli: né, tantomeno, quanti siano e "cosa" siano. Giada ha ancora un vistoso pancione,




la sua espressione ci sembra stanca e rassegnata. Vorrei portarmela a casa, darle una cuccia calda, un rifugio sicuro, un riparo dai pericoli.



La piccola Casper osserva le mamme, a debita distanza, con la sua consueta buffa diffidenza.



Giovedì 15: nessuna novità. Le due nuove mamme presenti, Giada ancora con il pancione,




Felix in ottima forma,


Casper zampettante e giocosa.


Venerdì 16: purtroppo T. trova la nostra adorata puffetta Casper morta, sul ciglio della strada, travolta probabilmente da un'auto.
Il suo povero corpicino è ormai rigido, lacrime di rabbia e dolore scendono copiose su sui nostri visi increduli: e mentre l'accarezziamo, parlandole con la voce spezzata dal pianto, penso all'ironia di poterla toccare solo ora che il suo spirito è tornato sul Ponte, insieme ai nostri piccoli amici, volati via già da tempo.

T. la carica in auto, la depone con infinita tristezza e profondo rispetto su una copertina e ci avviamo a dar da mangiare agli adulti superstiti.

Quattro gatti, nel vero senso della parola: Elena, Eolo, Felix e Giada.
Manca Camelia, avvistata l'ultima volta martedì. E c'è una gatta nera (presumiamo sia femmina, visto che Eolo non la scaccia), che, come in altre sue comparizioni recenti, con gran timore e molta prudenza si avvicina al cibo che le lasciamo al di là della rete.
Chiamo l'ASL per sapere come disporre dei resti della povera Casper: mi dicono di portarla da loro, chiusa in un sacco nero. E questo pensiero ci rende ancora più tristi. Vado a casa a prendere l'occorrente, compresi i documenti che attestano il censimento della colonia e fanno sì (almeno questo!) che la cremazione di Casper non venga addebitata a noi, bensì, mi dicono, al comune nel quale si trova la colonia.
Mi reco all'Asl, T. mi aspetta in auto; piangendo e salutando Casper per l'ultima volta, la deponiamo con dolcezza dentro a quell'impietoso sacco.
La tengo in braccio, come se vi si fosse seduta spontaneamente, le accarezzo la testolina attraverso la plastica.

Entriamo e sbrighiamo velocemente la procedura.

Usciamo a testa bassa, con una bimba pelosa in meno da amare ed un peso in più nel cuore da sopportare.

Ora Casper è un angioletto buffo che scorrazza sul Ponte.
E l'unico pensiero consolante, l'unico che mi tenga a galla nel fiume amaro delle mie lacrime rabbiose, è sapere che lei non è più in pericolo e che un giorno la rivedrò.


Arrivederci, piccola Casper :'- ...

martedì 13 aprile 2010

dalla colonia (26): in... attesa

Anche oggi nessuna novità dalle nostre mamme gatte: Giada

(qui in una foto dello scorso dicembre) mostra tuttora un pancione enorme.
Dovrebbe essere rimasta incinta prima di Elena (di cui abbiamo il giorno esatto, il 9 febbraio, che costò al povero Briciolo una gran brutta batosta da parte di Eolo), eppure non ha ancora partorito.
Stamattina s'è fatta vedere, visibilmente appesantita e stanca.
L'ho coccolata ed accarezzata più che potevo, con le lacrime agli occhi per non poterle donare uno spazio decente dove dar vita ai suoi piccoli.
"Si sa arrangiare, non preoccuparti", mi ha detto il veterinario, che ha il dono, a volte un po' fastidioso, di vedere sempre tutto in positivo.
Sarà: ma a me viene il magone pensando a Giada, tutta sola, in un momento così importante per qualunque femmina di questo pianeta (esclusa me) e vorrei sapere che sta bene, che tutto andrà bene.
Elena,

coperta da Briciolo il 9 febbraio, è altrettanto panciona, leggermente meno di Giada (forse ha in grembo meno gattini) e stamattina ci ha stupite con un'inedita e stranissima manifestazione di dolcezza: ha miagolato per richiamare la nostra attenzione e si è fatta accarezzare per quasi dieci minuti da T., cosa mai accaduta prima d'ora, giacché al secondo contatto fisico, di solito, Elena elargisce significative zampate di disappunto. Sapendo che, all'avvicinarsi del parto, le gatte cercano sempre un aiuto, mi viene il sospetto che per Elena quel momento sia arrivato.
Ma purtroppo non posso, per ora, averne alcuna certezza.


Felix, anche lei in attesa di chissà quanti micini (nella foto non si nota la pancia), non si fa vedere da qualche giorno.
Non essendo una gatta giovanissima, mi auguro che abbia trovato per tempo una buona sistemazione per i suoi cuccioli in arrivo.
Anche nel suo caso non resta che aspettare di rivederla, accettando di convivere quotidianamente con magone e stretta allo stomaco, ché non se ne vanno mai.
E infine Camelia,

dolce ed elusiva gattina dal muso tondo, stamattina ci ha fatto dono della sua presenza, dopo non esser stata avvistata per ben otto giorni: anche lei ha ancora una bella panciotta, ha mangiato di gusto e, come sempre, a colazione terminata, se n'è tornata nei "suoi" posti (le case visibili in fondo nella foto, scattata a gennaio; la gatta nera ritratta, però, è Giada).

Come già altre volte, abbiamo potuto solo seguirla con lo sguardo e sperare, anche per lei, che, se la Natura deve fare il suo corso, almeno si tratti di un corso favorevole.

Aggiornamento ore 21.00: T. mi riferisce che al raduno serale era presente, come al solito, Casper e, anziché Elena, c'era Felix. A questo punto, dato che Elena NON manca mai ed è l'unica ad avere accesso tranquillo al casolare, è molto probabile stia partorendo o l'abbia già fatto.
Prego la Grande Madre che protegga lei, i suoi cuccioli e tutti i nostri bimbi, soprattutto le mamme prossime all'evento che, mi auguro, sarà lieto per tutti.

martedì 6 aprile 2010

dalla colonia (25): missioni compiute!

Chi si ricorda di Cheope, il primo micio della colonia che ebbe la fortuna di trovare una splendida adozione a due giorni dallo scorso natale?
Eccolo nella sua nuova casa: le foto risalgono allo scorso 6 marzo, ma fino ad oggi non ero riuscita a sistemarle.







Questa è mossa, ma la metto lo stesso per far vedere quanto il micione sia in forma ed agile :-)

E qui si vede quanto se la passi bene con la sua umana...


Sempre in tema di adozioni, lo scorso giovedì anche la piccola Trilly ha finalmente trovato casa: per ora queste sono le foto migliori scattate mentre si trovava in stallo nel mio garage; tra qualche giorno andrò a trovarla e spero di poter fare scatti più belli, tenuto conto che è molto vivace e non ha affatto perso la voglia di correre e giocare. Anzi...




Infine, last but not least, da oggi, Cloudy

ha preso il posto di Trilly, nel mio garage.
E' ancora molto spaventato e, come tutti i suoi predecessori, (esclusa Trilly), appena uscito dalla gabbietta, s'è rintanato in alto su uno scaffale, dov'è rimasto a miagolare tutto il suo disappunto felino.
Stasera andrò a trovare una possibile adottante, spero che anche a Cloudy capiti la stessa fortuna degli altri a-mici.
Intanto, almeno, è al sicuro, lontano dai pericoli della strada, dai trattori e da tutto ciò che rende la colonia un posto assai poco vivibile per i nostri bimbi pelosi.

mercoledì 31 marzo 2010

dalla colonia (24) - un piccolo spiraglio, ma a bassa voce

Dopo l'infame carognata ai danni dei nostri bimbi pelosi, in spregio ai nostri enormi sforzi e a vantaggio della mia gastrite stagionale, sono passati tre giorni in cui, "solo" per l'amore infinito nei loro confronti e per un inspiegabile, congenito senso del dovere nei confronti della vita, ho continuato a prendermi cura, insieme all'infaticabile T., dei nostri sfortunati mici.Domenica 21 marzo: in una silenziosissima ed attonita primavera (giacché tutte le maledizioni erano volate a sufficienza il giorno prima), abbiamo sfamato i gatti come potevano, con ciotole e piatti di plastica, tanto per garantir loro il cibo quotidiano. Il giorno prima avevo comunque acquistato altri tre sottovasi rettangolari, in modo da poter fornire un supporto adeguato alle pappe dei gatti. Ne ho dati due a T. ed uno l'ho tenuto io.
Tanta amarezza nel cuore e tanto acido nello stomaco (mio); ma almeno
loro avevano mangiato.
T. mi dice che il giorno prima è passato un signore il quale, dispiaciutissimo ed amareggiato per l'infame furto, le ha promesso che costruirà una nuova casetta GRATIS, così i gatti avranno di nuovo la loro mangiatoia. E che se ce la porteranno via, ne farà un'altra.
Sono troppo demoralizzata per credere alle promesse di uno che neanche conosco: per cui mi limito a rispondere che quando vedrò, ci crederò.
Lunedì 22 marzo, per non farci mancar nulla, è pure piovuto, tant'è che sono arrivata in anticipo sulla nostra consueta "tabella di marcia" per evitare che i gatti, già privati dell'utilissima e preziosissima (PER NOI) casetta-mangiatoia, restassero senza cibo.
Le poche ciotole provvisorie che eravamo riuscite a posizionare i giorni precedenti

erano piene di terra e foglie, probabilmente qualcuno (
e voglio credere fosse solo un cane tra i tanti che passano purtroppo da quelle parti) aveva raspato il terreno, ricoprendo, purtroppo, gli unici contenitori utilizzabili per cibo ed acqua. Ho pulito come potevo, ho distribuito il cibo ai presenti (non tutti) e poi me ne sono andata, senza poter lasciare granché per gli assenti, visto che non c'era più un posto asciutto e pulito in cui depositare il cibo. T. è passata dopo di me, ha visto gli assenti ed è riuscita, in qualche modo, a dar da mangiare anche a loro.Martedì 23 marzo, nonostante lo sconforto, decido di distribuire tre appelli per l'adozione di Trilly, Briciolo e Cloudy; nel pomeriggio, poiché la mattina è comunque SEMPRE dedicata alla colonia, vado in due ambulatori veterinari, compreso quello del nostro consueto vet.Mercoledì 24 marzo, mentre stiamo sfamando come di consueto i nostri poveri bimbi, in una delle tante (troppe) auto che passano nella famigerata strada c'è il signore che aveva parlato di costruirci una nuova mangiatoia. Passa e saluta. Dopo pochi minuti torna indietro, il portabagagli dell'auto è semiaperto...

E
questo è il piccolo miracolo reso possibile grazie alla gentilezza e bontà d'animo di una persona sensibile che, "solo" perché ci aveva "viste tanto demoralizzate dopo il furto" s'è preso l'impegno di costruire un'altra casetta nel più breve tempo possibile.

Non è bella, nè grande come la precedente, ma è funzionale e, per noi, è TUTTO.
E loro si adeguano in fretta alla nuova sistemazione.
Casper ed Elena, che qui sembrano (ma siamo certe non lo siano) madre e figlia, approfittano del bel sole caldo per mangiare all'aperto (l'ombra in basso a destra è la mia...).
Insomma, un raggio di sole, in tutti i sensi, dopo tanta amarezza e pioggia e buio.
I giorni seguenti trascorrono fra momenti in cui i trattori (che arano ulteriormente il campo) terrorizzano ed infastidiscono i poveri mici, per cui cerchiamo di sfamarli, infilando sotto la rete un po' di cibo sull'erba (vedere foto sotto) e qualche giornata di sole in cui le cose sembrano filare abbastanza lisce.
Ma se qualcuno pensa che si possa tirare un sospiro di sollievo, si sbaglia.
Ieri ha ripreso a piovere e ieri sera c'è stato il primo temporale dell'anno.
T. mi ha riferito che, in un breve momento di tregua del diluvio, ha visto arrivare solo
Casper, ma degli altri nessuna traccia.
Inoltre ci sono
Elena, Giada e Felix gravide e ciò significa che, come minimo, ci sono altri 12 mici in arrivo, i quali chissà dove e come nasceranno, quale sarà il loro stato di salute e come sopravviveranno.
Per finire ieri
Giada aveva l'occhio sinistro che scolava; chiesto un parere al solito vet, stamattina abbiamo tentato, invano, di darle una pomata curativa. Invano, appunto.
Per fortuna, se così si può dire, l'occhio oggi sembrava migliorato e non resta che pregare perché la gatta stia bene. E con lei tutti gli altri.
Erano presenti tutti, compresa una ritardataria
Felix, tranne Camelia, che non vediamo da qualche giorno e per la quale cerchiamo di pensare abbia approfittato del cibo nella casetta quando noi non eravamo presenti.
Insomma, la situazione continua ad essere molto difficile e pesante.Basterebbe poco e le cose sarebbero un po' più semplici da gestire.
Poi, certo, ci vorrebbero tanti soldi, tanti davvero, per poter avere la tranquillità, quantomeno economica, di curare e sistemare
come vorremmo queste povere creature innocenti.
In compenso, invece, non mancano le manifestazioni d'insensibilità ed ignoranza profonda, come quella che abbiamo sentito stamattina, "donataci" da uno dei tanti passanti pieni di buon tempo (
eufemismo per dire che non ha un cazzo da fare) secondo il quale non è giusto che noi diamo da mangiare ai gatti poiché così turbiamo l'equilibrio naturale, giacché i gatti possono (uso la sua assurda parola) "progredire" lo stesso da soli come hanno fatto in tutti questi anni.
Per rispetto alla sua età avanzata ho evitato di fare polemica, giacché sarebbe stata del tutto inutile.
Ma a proposito di equilibrio e visto che una persona del genere non riveste alcuna utilità nel quadro generale in cui è inserita, gli ho silenziosamente augurato che la natura faccia presto il suo corso e ce lo tolga dalle palle, ché di gente così il mondo non ha certamente bisogno.
Di certo, non il mio.